27 Gennaio alle ore 21.55
Ieri mi sono dato agli acquisti selvaggi, un bel cellulare con lingua araba integrata e display a colori, una keffiyya nera ricamata a mano, tipo "'omani", e un paio di splendidi mawaz, sempre ricamati a mano, con cui stare palle all'aria.
Dopo cena decido di mettermi a "lavorare", ma seguendo la vocazione romantica del traduttore alcoolizzato, quindi preparo la scrivania con: computer a sinistra, testo da tradurre davanti, posacenere + stecca di Abu Jamal (Camel) alla mia destra, bottiglia di Teacher's davanti.
Dopo un paio di bicchieri la tentazione di girare per casa in mawaz prende il sopravvento, quindi mi metto ad armeggiare col mio bel gonnellone cercando di drappeggiarlo in modo da non inciamparci dentro e da starci abbastanza comodo (forse gli uomini non lo sanno, ma i gonnelloni, e immagino le gonne, limitano di parecchio la mobilità delle gambe) Quando...
Quand'ecco che squilla il mio splendido cellulare arabofono. Dopo essere rimasto incantato per alcuni secondi davanti alle scritte arabe che danzavano sul diplay LCD, il nome che vado a leggere mi riporta subito alla realtà come una raffica di Kalashnikov... Jaru l-bet... Il vicino di casa!
Nooooooooooooooo!!!! Forte del fatto che ho degli impegni, tipo girare in mawaz e far finta di tradurre per la tesi, rispondo. Tanto, mi dico, gli dirò subito che ho da fare e lo metterò fuori dalla porta in men che non si dica... e poi, posso sempre sperimentare l'espressione da poco imparata per mandare affanculo i vicini molesti...
Insomma mi ritrovo il cazzone in casa, irritato perchè Francesca, una nostra amica italiana, ha dato buca a lui e sua madre per pranzo.
Forte del mio "allah akbar aleyk" (vaffanculo), da usare in caso di necessità, penso di sfruttarlo un po' chiedendogli il significato di alcune parole e modi di dire... Lui, che è peggio di un beduino, mi chiede di guardare la posta. "Do ut des", ok.
La posta non funziona perchè la connessione è lenta, allora mi chiede di vedere qualcosa dell'Italia su internet. "Ragazze", rettifica subito.
Ok, per restare nel campo della cultura penso di fargli vedere la "muqaddima ibn khaldun" (espressione classicheggiante per indicare due tette da infarto) della Cucinotta nostrana. Ma, ahimè, sapevo bene che puntava a qualcosa d'altro... Insomma eccomi a mettere su google parole come "boobs" "cunt" "naked" "free porn" e così via. In questo florilegio pornografico becchiamo un sito per feticisti con varie difformità e amenità del genere, e lui, invece di vomitare come sarebbe stato normale, sembrava eccitatissimo. Agitava le gambe stando in bilico sulla sedia, ridendo e prorompendo in "oooooooh", ogni volta che vedeva una penetrazione, facendomi domande del tipo: ma secondo te alle donne piace da dietro? Cos'è questo? (indicando il solenne scettro di un pornoattore di colore), ma i neri ce l'hanno davvero così grande? cosa stanno facendo? (avvicinando la faccia al monitor nel tentativo di decifrare un banalissimo "69" oppure una fellatio) Nel frattempo la madre lo ha chiamato una, due, tre volte, e lui sempre rispondeva "sto dagli italiani", poi attaccava il telefono e rideva complice indicando un paio di meloni oversize che volevano uscire dal video. A un certo punto mi chiede se può vedere del porno arabo. Gli rispondo che non so se esiste e che cmq non è così noto. Lui mi rassicura dicendo: no, no... vai su "arabic sex". Il porco maledetto prende le cose alla lontana eh...? Clicchiamo, si apre una pagina con delle signorine arabe, alcune persino velate!, che si fanno inchiavardare da prestanti mujahiddin del sesso.
Gli chiedo perchè non va a lustrarsi gli occhi all'internet point di Nabil, al che incrocia i polsi all'altezza del petto e con una faccia da funerale mi fa "tre anni".
Ormai disperato e dopo mezza bottiglia di whisky, comincio a preoccuparmi di eventuali virus che potrebbero danneggiare l'ottimo windows xp. Dopo un breve scambio verbale che ero pronto a finire con una jambiyyata dritta al suo fegato, in cui lui mi chiedeva di scaricargli dei video e io gli dicevo "no perchè mi si fotte il computer assieme alla tua Moana Libanese", lo spingo lentamente alla porta, facendogli notare che ha una curiosa idea di cultura (con questa scusa della cultura non fa altro che chiedere se conosco italianE che vogliono andare a studiare arabo a casa sua... ) e lui mi risponde: kulla shi' thaqafa! (Tutto è cultura) Dopo questa stronzata gli sbatto la porta in faccia, pensando di spifferare tutto a sua madre e a sua moglie, così, giusto per vedere la reazione.
Torno su a casa, finalmente di nuovo in silenzio. Vedo il mio bel mawaz sul letto, ho un mal di testa formato famiglia e la serata è partita. Mi aggiusto il mawaz attorno ai fianchi.
Palle all'aria.
Allah akbar aleyk, penso.
GUERRILLARADIO
11 anni fa

Ciao Edoardo,
RispondiEliminasto scorrendo il tuo blog e devo dire che te la passi abbastanza bene, vero? Comunque, per ora sono a Roma, se dovessi essere ancora qui quando torni ci vediamo così mi racconti...
Un saluto dalla nostra zia comune! Alla prossima!
GIUSEPPE...