sabato 14 febbraio 2009

Correspondances ("orizontales" dans ce cas, mais... prrrt)

Negli ultimi tempi mi sono dedicato alla traduzione di un'opera teatrale del mio caro Muhammad Ahmad Abd al Wali, opera teatrale che mi ha causato qualche problemino sia sul piano linguistico, dal momento che è tutta scritta in arabo colloquiale, sia sul piano dei contenuti.
Abd al Wali si è divertito a prendere una sura del Corano, la sura della "formica" e a rigirarla rileggendola in chiave proletaria (!!!), ha tirato fuori la leggenda della regina di Saba, Balqis, in modo da voler suggerire l'idea che era preferibile la civiltà pagana, che adorando la terra e le acque ha fatto fiorire lo Yemen, in confronto alla civiltà islamica, e poi, non contento, ha scritto una visione apocalittica che prevede l'arrivo di un potere satanico a governare sullo Yemen.
Sottoponendo questo testo ad alcuni professori mi sono sentito rispondere: "ma cosa scrive?" "Non ha senso" "Hadha kufr" (è una bestemmia)"Questo non è un buon testo" e poi, per finirlo "Non è nemmeno in buon arabo" "Non scrive bene" e così via.
No, è vero che l'arabo di Abd al Wali non è un buon arabo, perchè in effetti è cresciuto in Etiopia, e la sua lingua madre era l'amarico. E' vero che non è un buon arabo, perchè lui voleva essere letto dal popolo, perchè voleva una letteratura che fosse per tutti, perchè scriveva di emigranti, di puttane, parlava delle difficoltà dell'essere donna in Yemen e in Etiopia, parlava di carcerati, di pazzi, di uomini ordinari, e certo non poteva farlo col linguaggio infiorettato e ampolloso di Abu al-ala al ma'arri, e nemmeno con la prosa dottorale di un Taha Husseyn. Ma così è: per aver tentato di dare una scossa alla letteratura del suo Paese e di svegliare la gente su realtà che non fossero le cronache dei notabili, Al Wali ha preferito che si dicesse di lui che non sapeva scrivere (e noi sappiamo che non è vero perchè la sua prosa sciolta e colloquiale scorre sulla pagina che è una bellezza), ha osato toccare i testi sacri, ha osato parlare del regime.
Siccome la gente come lui viene di solito tacciata di "pessimismo", e siccome, fino a prova contraria, yemenita non sono, e quindi sono fondamentalmente ignorante di questo Paese, ho voluto chiedere alcune opinioni a Wajdi al Ahdal, per sapere se secondo lui le posizioni di al Wali non fossero esagerate.
Dopo aver letto l'opera teatrale insieme è rimasto zitto, un sorriso amaro sulle labbra. Mi ha guardato e ha riso dal naso: "geniale" mi fa.
Gli ho detto: "non trovi che sia un po' esagerato? insomma, oggi lo Yemen può vantare una riunificazione, un esercito regolare forte, in grado di tenere a bada le rivolte delle tribù, vedi il caso degli Hutiyyin che l'anno scorso sono stati schiacciati.." Mentre parlavo ho avuto la netta sensazione che stesse diventando verde, poi mi ha interrotto dicendo: "No! Il problema di questo Paese è che non cè Legge! In Italia puoi forse comprarti una casa con gli inquilini ancora dentro, solo perchè sei più ricco di loro? No! Qui lo puoi fare. In Yemen puoi fare qualsiasi cosa se sei ricco. Qualsiasi. Non è vero che non cè alcool, che non ci sono divertimenti, c'è tutto, ma solo se sei ricchissimo. Qui tutto dipende dai favori, tutta quella gente su Hadda(il quartiere ricco di Sanaa)coi SUV, sono tutti impiegati del governo. Guadagnano 200 $ al mese, secondo te si possono permettere i SUV? E quelle case? No! Però ce l'hanno, perchè vivono di favori! Se qui il governo stanzia dei fondi per i libri di testo nelle scuole succede che il governo manda i libri alle scuole, e i presidi se li rivendono sul mercato nero, per guadagnarci! Non hai mai visto i libri fotocopiati lungo la strada? Quelli sono libri di testo che le famiglie dovrebbero avere gratuitamente! E invece li compri al mercato nero! E' giusto questo? E chi credi che abbia fatto questo? Chi?"
Credo di avere la risposta, volevo solo provocarlo un po', volevo solo vedere cosa Wajdi avrebbe potuto rispondere al mio professore di arabo se ce l'avesse avuto davanti, e non credo che il buon A. avrebbe avuto argomenti più forti dalla sua, lui che dice che quando mastica il qat deve trombare a tutti i costi. Peccato che adesso la moglie sta male e quindi è meglio se non mastica.
Ecco, la storia è sempre la stessa. Esistono poteri oscurantisti ed esistono critiche a questi poteri. Esiste una massa di gente che si fa guidare verso la mancanza di diritti , e poi si domanda perchè si sta male. Non sempre, ma quando gli capita di avere bisogno di, che so, un diritto. Diritto alla cura, diritto alla casa, diritto all'aborto, diritto alla propria vita. Sembra universale che chi invece si prende la briga di dire "state attenti, adesso ve la prendete, ce la prendiamo tutti nel culo" venga definito sempre un "pessimista".
Cosa pensi del finale Wajdi? "Geniale, sembra che sia riuscito a prevedere lo stato attuale delle cose. Lo ha scritto 30 anni fa eppure sembra scritto oggi."
Sarà stato pure "pessimista", epperò sembra ch'avesse preso.

Bashar: Questa è la luce della verità, questa è la luce della verità. E’ giunta la fine. (guarda in lontananza; il rumore dei tuoni e dei fulmini aumenta)

Finiti sono i bei terreni. Finito tutto quanto. Queste sono le tempeste del tempo che svellono le fondamenta…è la fine. Amici, è la fine. Ci servirà molto tempo per creare fondamenta profonde, al posto di quelle che crollano oggi.

Rawi: E’ il sogno! (trema) le piogge si stanno realizzando… distruggeranno tutto quanto!

IL POETA: (riprende fiato) Sono iniziate con la sera, le bestie si sono liberate in città, e le persone scappavano nelle loro case. Ho visto fuochi accendersi nel "castello di tenebre", li ho visti, giuro! All’inizio era un gruppo piccolo, piccoli e riottosi, sono scappato da loro in una cantina.
Sulle loro facce era dipinta la rabbia, e calpestavano tutto ciò che gli si trovava davanti. Quella è la rabbia, la rabbia Bashar!

IL POETA: E’ la maledizione… è la maledizione…

Bashar: Dì piuttosto che è l’inizio di una guerra che non darà frutti.

Rawi: E’ la visione! E’ la visione!

Bashar: Ci hanno chiamati dal passato, affinché sedessimo e vedessimo tutto.
Il mondo non finirà ora. Ci hanno chiamati per benedire i nuovi che arriveranno con la luce del Sole nascente.

IL POETA: e se fallissero… se fallissero, scorrerebbero fiumi di sangue. E non troveremmo più acqua.

Bashar: Non falliranno. Poiché credono che la vita dura per sempre. La sconfitta di ieri non sarà che la vittoria di oggi. E se perdessimo oggi, allora vinceremo domani.
Ci hanno chiamati per pregare per gli studenti che domani mangeranno le loro stesse carni, e per le bestie che percorreranno le strade fintanto che noi avremo paura di affrontarle.

IL POETA: Ma è tutto falso. Io li ho visti. Si sono tolti le zanne, e gli artigli li hanno persi nel tempo, Non gli restano che le zampe e il ruggito. Nient’altro. Nient’altro. E con questo ingannano il mondo.

Bashar: Sono i più astuti… Ma vinceranno i nostri figli.

Rawi: La visione! La visione!

Rideau

Età minima per il matrimonio: 17 anni

Di questi giorni la notizia che il parlamento yemenita ha stabilito come età minima per il matrimonio i 17 anni.

SANA’A, Feb. 11 — Nojood, 10, Arwa, 9, and Reem, 13, are three girls who went through traumatizing ordeals after being forced into marriage by their families. The three girls’ stories have been an issue of debate in social sessions, conferences and the media. But most importantly the matter was discussed in Parliament, where members have finally approved setting the minimum age for marriage for both boys and girls at 17 years old.

The new law stipulates:

“No child under seventeen years of age is to be married, unless the marriage is seen in the best interest of the child by the judge. The girl’s guardian who violates this law will be penalized. The judge conducting the marriage has to present the marriage document within one month of the marriage at most to the concerned body and the marriage contract must include related documents such as birth certificate, dowry and identity cards. The guardian of either the wife or husband will be financially penalized if they do not register the marriage certificate within the mentioned period. No marriage is to be carried out at any age without the consent of the woman.”

leggi tutta la notizia:
http://yementimes.com/article.shtml?i=1233&p=front&a=1

venerdì 13 febbraio 2009

Kulla shi' thaqafa!

27 Gennaio alle ore 21.55
Ieri mi sono dato agli acquisti selvaggi, un bel cellulare con lingua araba integrata e display a colori, una keffiyya nera ricamata a mano, tipo "'omani", e un paio di splendidi mawaz, sempre ricamati a mano, con cui stare palle all'aria.
Dopo cena decido di mettermi a "lavorare", ma seguendo la vocazione romantica del traduttore alcoolizzato, quindi preparo la scrivania con: computer a sinistra, testo da tradurre davanti, posacenere + stecca di Abu Jamal (Camel) alla mia destra, bottiglia di Teacher's davanti.
Dopo un paio di bicchieri la tentazione di girare per casa in mawaz prende il sopravvento, quindi mi metto ad armeggiare col mio bel gonnellone cercando di drappeggiarlo in modo da non inciamparci dentro e da starci abbastanza comodo (forse gli uomini non lo sanno, ma i gonnelloni, e immagino le gonne, limitano di parecchio la mobilità delle gambe) Quando...
Quand'ecco che squilla il mio splendido cellulare arabofono. Dopo essere rimasto incantato per alcuni secondi davanti alle scritte arabe che danzavano sul diplay LCD, il nome che vado a leggere mi riporta subito alla realtà come una raffica di Kalashnikov... Jaru l-bet... Il vicino di casa!
Nooooooooooooooo!!!! Forte del fatto che ho degli impegni, tipo girare in mawaz e far finta di tradurre per la tesi, rispondo. Tanto, mi dico, gli dirò subito che ho da fare e lo metterò fuori dalla porta in men che non si dica... e poi, posso sempre sperimentare l'espressione da poco imparata per mandare affanculo i vicini molesti...
Insomma mi ritrovo il cazzone in casa, irritato perchè Francesca, una nostra amica italiana, ha dato buca a lui e sua madre per pranzo.
Forte del mio "allah akbar aleyk" (vaffanculo), da usare in caso di necessità, penso di sfruttarlo un po' chiedendogli il significato di alcune parole e modi di dire... Lui, che è peggio di un beduino, mi chiede di guardare la posta. "Do ut des", ok.
La posta non funziona perchè la connessione è lenta, allora mi chiede di vedere qualcosa dell'Italia su internet. "Ragazze", rettifica subito.
Ok, per restare nel campo della cultura penso di fargli vedere la "muqaddima ibn khaldun" (espressione classicheggiante per indicare due tette da infarto) della Cucinotta nostrana. Ma, ahimè, sapevo bene che puntava a qualcosa d'altro... Insomma eccomi a mettere su google parole come "boobs" "cunt" "naked" "free porn" e così via. In questo florilegio pornografico becchiamo un sito per feticisti con varie difformità e amenità del genere, e lui, invece di vomitare come sarebbe stato normale, sembrava eccitatissimo. Agitava le gambe stando in bilico sulla sedia, ridendo e prorompendo in "oooooooh", ogni volta che vedeva una penetrazione, facendomi domande del tipo: ma secondo te alle donne piace da dietro? Cos'è questo? (indicando il solenne scettro di un pornoattore di colore), ma i neri ce l'hanno davvero così grande? cosa stanno facendo? (avvicinando la faccia al monitor nel tentativo di decifrare un banalissimo "69" oppure una fellatio) Nel frattempo la madre lo ha chiamato una, due, tre volte, e lui sempre rispondeva "sto dagli italiani", poi attaccava il telefono e rideva complice indicando un paio di meloni oversize che volevano uscire dal video. A un certo punto mi chiede se può vedere del porno arabo. Gli rispondo che non so se esiste e che cmq non è così noto. Lui mi rassicura dicendo: no, no... vai su "arabic sex". Il porco maledetto prende le cose alla lontana eh...? Clicchiamo, si apre una pagina con delle signorine arabe, alcune persino velate!, che si fanno inchiavardare da prestanti mujahiddin del sesso.
Gli chiedo perchè non va a lustrarsi gli occhi all'internet point di Nabil, al che incrocia i polsi all'altezza del petto e con una faccia da funerale mi fa "tre anni".
Ormai disperato e dopo mezza bottiglia di whisky, comincio a preoccuparmi di eventuali virus che potrebbero danneggiare l'ottimo windows xp. Dopo un breve scambio verbale che ero pronto a finire con una jambiyyata dritta al suo fegato, in cui lui mi chiedeva di scaricargli dei video e io gli dicevo "no perchè mi si fotte il computer assieme alla tua Moana Libanese", lo spingo lentamente alla porta, facendogli notare che ha una curiosa idea di cultura (con questa scusa della cultura non fa altro che chiedere se conosco italianE che vogliono andare a studiare arabo a casa sua... ) e lui mi risponde: kulla shi' thaqafa! (Tutto è cultura) Dopo questa stronzata gli sbatto la porta in faccia, pensando di spifferare tutto a sua madre e a sua moglie, così, giusto per vedere la reazione.
Torno su a casa, finalmente di nuovo in silenzio. Vedo il mio bel mawaz sul letto, ho un mal di testa formato famiglia e la serata è partita. Mi aggiusto il mawaz attorno ai fianchi.
Palle all'aria.
Allah akbar aleyk, penso.

Syeeda's song flute

09 Gennaio alle ore 0.21
Oggi è stata decisamente una giornata storta.
Tutto è cominciato ieri notte, quando abbiamo deciso di invitare a cena alcuni amici del corpo diplomatico. Gamberi fritti per antipasto, fusilli ai gamberi, e polpette di tonno. Loro si sono presentati con quattro bottiglie di vino e una di amaro averna, ed è inutile dire che ce le siamo scolate tutte. Ubriachezza ai massimi livelli e andato a letto alle quattro. Stamattina avevo un appuntamento importante: dovevo vedere per la prima volta un critico che ha lavorato su Muhammad Abd al Wali. Mi sveglio alle nove con un ferro da stiro piantato in mezzo alla fronte, e telefono per sapere se viene. Problema di parlare arabo al telefono col doposbornia...All'altro capo mi risponde uno, che poteva benissimo essere lui e la telefonata era più o meno su questi tenore:
- Buongiorno, sono Edoardo, lo studente dall'Italia, dove ci vediamo?
- Chi???
- Edoardo Barzaghi, lo studente dall'Italia. L'appuntamento, si ricorda?
- Un appuntamento eh? Io non posso.
- Come??? Vabbè...
- Sono ad Aden!
- Come ad Aden!!!,ma dovevamo vederci!
- Dio ti benedica, io sono ad Aden!
- Ma allora mi chiama lei quando possiamo vederci?
- In sha allah chiamo io
- In sha allah... in sha allah (bestemmiando dentro di me)
A questo punto butto il telefono sconsolato sul letto, troppo mal di testa per fare qualsiasi cosa. Dopo un'ora mi chiama un altro:
- Edoardo? Dove sei?
- A casa!
- Io sto venendo, ci vediamo alla dar al-thaqafa
A questo punto capisco che è lui, e mi domando perchè quel tipo mi abbia dato un appuntamento imprecisato quando evidentemente mi avevano dato un numero sbagliato...Chi era il più fuori di testa? Mah...
- Va bene, tra dieci minuti.
Fine della storia, incontro col tipo, non particolarmente interessante peraltro, alla fine mi porta in un internet point e scarica degli articoli che mi copia sulla memoria flash. All'uscita mi chiede se voglio masticare col fratello di abd al wali. Il sole che mi martella in testa, le tempie sul punto di scoppiare per il doposbronza, mi immagino a mangiare piatti a base di cipolle e poi a masticare sdravaccato cercando di tenere viva una conversazione già pesantemente minata dall'ostacolo linguistico, ci manca solo il qat...
Rincasando incappo nel vicino premuroso. Quello che nessuno vorrebbe mai avere. Quello che ti deve invitare per forza, e in effetti poco ci manca che mi trascina su per le scale. Prima però vuole vedere la casa..."e quanto costa quello, e quato pagate d'affitto, ah no è troppo (e te pareva...) vieni su da me." Entro in casa, mi dice che non c'è nessuno. Io tranquillo lo seguo attraverso la porta, nel soggiorno e poi in cucina... e per poco non rischio di vedere la moglie senza velo, in realtà ho visto solo una sagoma nera dietro un vetro smerigliato, ma si vede che era già troppo perchè lui mi si turba... E vabbè... Ci rinchiudiamo in una stanza senza mobili dove lui comincia a farmi vedere delle "candid " sul computer, mi dice che fanno ridere. Per me erano atroci. In particolare mi ha fatto vedere sei volte uno scherzo fatto a una giornalista che parla davanti al rimorchio di un camion, da cui improvvisamente esce una fiammata accompagnata da un botto e un tizio in moto. Ovviamente alla poverina viene un infarto e si accascia a terra... Poi scopro che è pure egocentrico, perchè mi mostra dei video di lui che fa lezione di dizione con dei managers aziendali. Quando il suo piccolo lo chiama con voce tenue "baba..." lui lo rispedisce indietro dicendogli "torna da tua madre!". Faccio per andare, ma non prima di aver sorbito due bicchieri di tè perchè, mi dice, "è necessario" Sarà. Non contento, quando gli dico che abbiamo internet mi risponde, con tono secco:
- allora verrò da voi. A me piace un sacco internet.
...
Scusate, ma come funzionava quella faccenda dell'ospitalità???
Merda, mi faccio un bicchiere di amaro Averna.
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