Negli ultimi tempi mi sono dedicato alla traduzione di un'opera teatrale del mio caro Muhammad Ahmad Abd al Wali, opera teatrale che mi ha causato qualche problemino sia sul piano linguistico, dal momento che è tutta scritta in arabo colloquiale, sia sul piano dei contenuti.
Abd al Wali si è divertito a prendere una sura del Corano, la sura della "formica" e a rigirarla rileggendola in chiave proletaria (!!!), ha tirato fuori la leggenda della regina di Saba, Balqis, in modo da voler suggerire l'idea che era preferibile la civiltà pagana, che adorando la terra e le acque ha fatto fiorire lo Yemen, in confronto alla civiltà islamica, e poi, non contento, ha scritto una visione apocalittica che prevede l'arrivo di un potere satanico a governare sullo Yemen.
Sottoponendo questo testo ad alcuni professori mi sono sentito rispondere: "ma cosa scrive?" "Non ha senso" "Hadha kufr" (è una bestemmia)"Questo non è un buon testo" e poi, per finirlo "Non è nemmeno in buon arabo" "Non scrive bene" e così via.
No, è vero che l'arabo di Abd al Wali non è un buon arabo, perchè in effetti è cresciuto in Etiopia, e la sua lingua madre era l'amarico. E' vero che non è un buon arabo, perchè lui voleva essere letto dal popolo, perchè voleva una letteratura che fosse per tutti, perchè scriveva di emigranti, di puttane, parlava delle difficoltà dell'essere donna in Yemen e in Etiopia, parlava di carcerati, di pazzi, di uomini ordinari, e certo non poteva farlo col linguaggio infiorettato e ampolloso di Abu al-ala al ma'arri, e nemmeno con la prosa dottorale di un Taha Husseyn. Ma così è: per aver tentato di dare una scossa alla letteratura del suo Paese e di svegliare la gente su realtà che non fossero le cronache dei notabili, Al Wali ha preferito che si dicesse di lui che non sapeva scrivere (e noi sappiamo che non è vero perchè la sua prosa sciolta e colloquiale scorre sulla pagina che è una bellezza), ha osato toccare i testi sacri, ha osato parlare del regime.
Siccome la gente come lui viene di solito tacciata di "pessimismo", e siccome, fino a prova contraria, yemenita non sono, e quindi sono fondamentalmente ignorante di questo Paese, ho voluto chiedere alcune opinioni a Wajdi al Ahdal, per sapere se secondo lui le posizioni di al Wali non fossero esagerate.
Dopo aver letto l'opera teatrale insieme è rimasto zitto, un sorriso amaro sulle labbra. Mi ha guardato e ha riso dal naso: "geniale" mi fa.
Gli ho detto: "non trovi che sia un po' esagerato? insomma, oggi lo Yemen può vantare una riunificazione, un esercito regolare forte, in grado di tenere a bada le rivolte delle tribù, vedi il caso degli Hutiyyin che l'anno scorso sono stati schiacciati.." Mentre parlavo ho avuto la netta sensazione che stesse diventando verde, poi mi ha interrotto dicendo: "No! Il problema di questo Paese è che non cè Legge! In Italia puoi forse comprarti una casa con gli inquilini ancora dentro, solo perchè sei più ricco di loro? No! Qui lo puoi fare. In Yemen puoi fare qualsiasi cosa se sei ricco. Qualsiasi. Non è vero che non cè alcool, che non ci sono divertimenti, c'è tutto, ma solo se sei ricchissimo. Qui tutto dipende dai favori, tutta quella gente su Hadda(il quartiere ricco di Sanaa)coi SUV, sono tutti impiegati del governo. Guadagnano 200 $ al mese, secondo te si possono permettere i SUV? E quelle case? No! Però ce l'hanno, perchè vivono di favori! Se qui il governo stanzia dei fondi per i libri di testo nelle scuole succede che il governo manda i libri alle scuole, e i presidi se li rivendono sul mercato nero, per guadagnarci! Non hai mai visto i libri fotocopiati lungo la strada? Quelli sono libri di testo che le famiglie dovrebbero avere gratuitamente! E invece li compri al mercato nero! E' giusto questo? E chi credi che abbia fatto questo? Chi?"
Credo di avere la risposta, volevo solo provocarlo un po', volevo solo vedere cosa Wajdi avrebbe potuto rispondere al mio professore di arabo se ce l'avesse avuto davanti, e non credo che il buon A. avrebbe avuto argomenti più forti dalla sua, lui che dice che quando mastica il qat deve trombare a tutti i costi. Peccato che adesso la moglie sta male e quindi è meglio se non mastica.
Ecco, la storia è sempre la stessa. Esistono poteri oscurantisti ed esistono critiche a questi poteri. Esiste una massa di gente che si fa guidare verso la mancanza di diritti , e poi si domanda perchè si sta male. Non sempre, ma quando gli capita di avere bisogno di, che so, un diritto. Diritto alla cura, diritto alla casa, diritto all'aborto, diritto alla propria vita. Sembra universale che chi invece si prende la briga di dire "state attenti, adesso ve la prendete, ce la prendiamo tutti nel culo" venga definito sempre un "pessimista".
Cosa pensi del finale Wajdi? "Geniale, sembra che sia riuscito a prevedere lo stato attuale delle cose. Lo ha scritto 30 anni fa eppure sembra scritto oggi."
Sarà stato pure "pessimista", epperò sembra ch'avesse preso.
Bashar: Questa è la luce della verità, questa è la luce della verità. E’ giunta la fine. (guarda in lontananza; il rumore dei tuoni e dei fulmini aumenta)
Finiti sono i bei terreni. Finito tutto quanto. Queste sono le tempeste del tempo che svellono le fondamenta…è la fine. Amici, è la fine. Ci servirà molto tempo per creare fondamenta profonde, al posto di quelle che crollano oggi.
Rawi: E’ il sogno! (trema) le piogge si stanno realizzando… distruggeranno tutto quanto!
IL POETA: (riprende fiato) Sono iniziate con la sera, le bestie si sono liberate in città, e le persone scappavano nelle loro case. Ho visto fuochi accendersi nel "castello di tenebre", li ho visti, giuro! All’inizio era un gruppo piccolo, piccoli e riottosi, sono scappato da loro in una cantina.
Sulle loro facce era dipinta la rabbia, e calpestavano tutto ciò che gli si trovava davanti. Quella è la rabbia, la rabbia Bashar!
IL POETA: E’ la maledizione… è la maledizione…
Bashar: Dì piuttosto che è l’inizio di una guerra che non darà frutti.
Rawi: E’ la visione! E’ la visione!
Bashar: Ci hanno chiamati dal passato, affinché sedessimo e vedessimo tutto.
Il mondo non finirà ora. Ci hanno chiamati per benedire i nuovi che arriveranno con la luce del Sole nascente.
IL POETA: e se fallissero… se fallissero, scorrerebbero fiumi di sangue. E non troveremmo più acqua.
Bashar: Non falliranno. Poiché credono che la vita dura per sempre. La sconfitta di ieri non sarà che la vittoria di oggi. E se perdessimo oggi, allora vinceremo domani.
Ci hanno chiamati per pregare per gli studenti che domani mangeranno le loro stesse carni, e per le bestie che percorreranno le strade fintanto che noi avremo paura di affrontarle.
IL POETA: Ma è tutto falso. Io li ho visti. Si sono tolti le zanne, e gli artigli li hanno persi nel tempo, Non gli restano che le zampe e il ruggito. Nient’altro. Nient’altro. E con questo ingannano il mondo.
Bashar: Sono i più astuti… Ma vinceranno i nostri figli.
Rawi: La visione! La visione!
Rideau
GUERRILLARADIO
11 anni fa
